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Il nato cieco

Come dobbiamo vivere per essere coerenti con gli insegnamenti di Gesù?

Penso che ogni buon cristiano conviva continuamente con questo dubbio. Spesso viene riproposto anche dai sacerdoti, quasi come fosse un luogo comune, e altrettanto scontate sono le risposte che gli vengono date.

Ci hanno insegnato che bisogna essere buoni, rispettare il prossimo, confessarci, ma soprattutto tenere a portata di mano il Vangelo e consultarlo quotidianamente.
E’ tutto giusto solo che non sono mai riuscito a trovare un approfondimento pratico che mi permettesse di capire come dovevo CONCRETAMENTE agire per essere un buon apostolo di Cristo nel mio tempo.

Tutto è sempre condensato in qualche approssimativa omelia domenicale o in qualche incontro parrocchiale dove però, di solito, non si riesce mai ad arrivare a risposte che possano veramente esserci di aiuto.

E’ mia intenzione iniziare quindi un cammino in cui cercherò di affrontare queste tematiche con chiarezza e semplicità soprattutto cercando di scoprire qualche indicazione che potrebbe aiutarci a vivere più concretamente il messaggio di Gesù.

Cercherò di seguire come traccia il Vangelo delle domeniche entranti e, confidando nell’ispirazione di chi spiritualmente mi aiuta nella mia vita di ogni giorno, cioè il mio amico Angelo Custode, proverò ad esprimere qualche breve considerazione che possa essere utile affinché il messaggio di Gesù sia significativo per chi lo ascolta.

La prossima domenica, 30 marzo 2014, il Vangelo racconta l’esperienza vissuta dal ragazzo nato cieco e che miracolosamente riacquista la vista. Naturalmente non cito il brano che invece vi invito a leggere a questo indirizzo. Spesso noi diciamo “se potessi vedere qualche miracolo, anch’io crederei”. Ne siamo sicuri?

Ai tempi di Gesù, non esistevano ancora i talk-show, ma nella versione integrale del brano in questione, che probabilmente non verrà letta durante la messa per questioni di tempo, si innesca un vero e proprio battibecco in merito allo stato di grazia di chi ha fatto e di chi ha ricevuto il miracolo tralasciando l’importanza reale dell’avvenimento.
Pensiamo se nel nostro quartiere accadesse un fatto del genere. Quanti sarebbero disposti ad accettarlo senza discutere e senza porsi mille dubbi?
E i nostri sacerdoti locali, affronterebbero con umiltà e discernimento la situazione senza addentrarsi in mille formalità che, di fatto, annullerebbero il messaggio che Dio, tramite un suo profeta, vorrebbe mandarci?

Probabilmente anche ai nostri tempi, come è successo 2000 anni fa, assisteremmo all’isolamento di chi proporrebbe tale esperienza, solo che noi saremmo molto più ipocriti: nascondendoci dietro alla nostra finta apertura mentale, lo apprezzeremmo formalmente ma sicuramente lo isoleremmo con compatimento definendolo, dietro le spalle, come un pazzo visionario che è meglio evitare. Magari è proprio così, ma allora, come fidarsi? Per chiarire questo dubbio dovremmo disquisire per ore e ore e alla fine tutti avrebbero delle buone motivazioni a favore e contrarie. Tutti quanti ritorneremmo sulle nostre vecchie convinzioni e non avremmo combinato un bel niente!

Alla luce di questo, penso che ai nostri tempi il miracolo non sia il mezzo più giusto per diffondere il messaggio di Dio dal momento che non ci stupiamo più di niente.
Non ostiniamoci neanche a far nostre le interpretazioni alla lettera del Vangelo se il nostro istinto ci fa nascere dei dubbi, in quanto ognuno deve adattare il messaggio alla propria situazione personale.

La nostra mente è perfettamente in grado di interpretare tali messaggi, non servono studi approfonditi o lauree per comprenderli. Se non riusciamo a capirli, è perchè ci rifiutiamo di farlo. Gesù ci chiede di aprire gli occhi, come è successo per il cieco del brano odierno, e di analizzare i suoi insegnamenti senza umane interferenze ma solo confidando nell’aiuto del nostro Angelo Custode che ben ci conosce e quindi ci farà dare loro la giusta interpretazione. Chissà che così alleggeriti non riusciamo a notare quei miracoli che succedono ogni giorno sotto i nostri occhi e di cui non ce ne rendiamo conto.

Un esempio?
Abbiamo ricevuto il dono stupendo di un Papa che parla semplicemente e sta scardinando i poteri occulti della Chiesa. Dio ce lo sta conservando indenne in quanto in altri tempi probabilmente sarebbe già stato eliminato in maniera più o meno tragica. Non vi sembra un miracolo questo ??

Come “compito per casa”, quindi, direi di cominciare con le cose semplici come aprire gli occhi e pensare con la nostra testa. Il buon Dio, tramite il nostro Angelo Custode, provvederà ad illuminarci nel nostro cammino per il raggiungimento della vera Fede.

Se avete letto bene il mio messaggio, avrete notato che ho parlato spesso di “Angelo Custode”. Molto raramente la Chiesa ne parla, ma esiste una dottrina chiamata ANGELOLOGIA che studia quelle entità che sono definite, appunto, “Angeli”
Se volete sapere quale di questa entità vi assiste in ogni momento della vostra vita, potete consultare la sezione SCOPRI IL TUO ANGELO CUSTODE del mio sito. Se non lo avete già fatto, andateci subito. E’ molto importante sapere bene chi è il nostro compagno di viaggio e state sicuri che sarà sicuramente un amico che non abuserà mai della vostra fiducia.

Franco

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