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Domenica delle Palme

Spesso mi chiedo: ma perchè c’è stato bisogno di tutta quella montatura del famoso bacio di Giuda perché i soldati andassero a prendere Gesù e iniziasse quindi il penoso cammino di passione che tutti conosciamo? Si sapeva perfettamente dov’era e cosa aveva fatto quindi i soldati avrebbero potuto arrestarlo in qualsiasi momento.

Immagino la medesima situazione ai nostri giorni, quando vediamo qualcuno compiere degli abusi ma non abbiamo il coraggio di denunciarlo, perché, altrimenti, se la potrebbe prendere con noi e chissà cosa potrebbe succederci.

Anche in questo caso, probabilmente nessuno voleva prendersi la responsabilità della denuncia e Giuda, con le parole “..Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!”, risolve tutti i problemi permettendo quella condanna che molti si auspicavano ma di cui non volevano la responsabilità.
Non condivido l’interpretazione che da molti viene data di un Giuda che ha dovuto comportarsi così perché si adempissero le Scritture e quindi, in parte, tendono a scagionarlo. Gesù è molto chiaro in proposito: “...ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”. Giuda ha agito sotto l’influsso dell’ingordigia umana essendo stato tentato con del denaro che non ha saputo rifiutare.

Un’altra cosa che mi lascia perplesso è la frase pronunciata durante l’ultima cena e che sicuramente è stata udita anche da tutti gli apostoli : “Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».
Perché gli apostoli, sentendo questo, non hanno reagito ed hanno invece accettato mestamente l’evolversi dei fatti? Che si tratti di una forma di ipocrisia che verrà poi rinforzata dall’atteggiamento di Pietro quando rinnegherà più volte il suo Maestro?
Anche quando Gesù si ritira a pregare, il loro atteggiamento non è esemplare. Si addormentano più volte pur essendo consapevoli della pericolosità del momento che il loro Maestro stava attraversando.

Probabilmente Gesù aveva preso atto della debolezza umana e sapeva che più di così non poteva aspettarsi da loro, ancora troppo deboli spiritualmente per rendersi conto della situazione e fornirgli quell’aiuto morale e spirituale di cui, come essere umano, aveva bisogno.
Quindi si rassegna e chiude definitivamente i rapporti con il mondo (e con il modo di pensare) umano quando davanti ai sacerdoti, forse provocatoriamente, dice “..d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo.
Praticamente dice “d’ora in poi non tratto più con voi, tanto non capite di cosa sto parlando. Mi ritiro sotto l’ala protettrice di mio Padre che deciderà secondo la Sua volonta!”
E’ un pò come quando noi non riusciamo a farci capire ma sappiamo di essere nel giusto. Tiriamo i remi in barca e lasciamo che tutto vada come deve andare, tanto alla fine i fatti ci daranno merito.

Per il resto del brano, è tutto un va e vieni di situazioni che conosciamo bene, visto che ne hanno fatto anche parecchi film, e vanno dal pentimento di Giuda alla morte sulla croce. Di solito ci si sofferma proprio su questi fatti da “prima pagina” ma in realtà la parte importante dell’insegnamento di Gesù si ferma prima. Prosegue con la Sua morte e conseguente resurrezione che completa il messaggio lanciato con il Vangelo di domenica scorsa (vi ricordate di Lazzaro?).

Dio non permette che neanche la peggiore delle cose che umanamente conosciamo, cioè la morte, fermi l’opera di evangelizzazione. Così, come se niente fosse, tre giorni dopo la sepoltura tutto ricomincia con un Gesù splendente e pronto ad continuare la sua missione ma con molta più forza  e, forse, sicurezza di prima.

Quello che mi sembra di cogliere dal brano di questa domenica penso sia questo.
Dobbiamo fare il possibile per divulgare la buona novella, ma non dobbiamo farlo a tutti i costi cercando di convincere chi non ne vuol sentir parlare. Dio non ci chiede di fare l’impossibile ma ci chiede comunque di metterci tutta la nostra buona volontà. Se il nostro impegno cade nel vuoto, non sprechiamolo ma indirizziamolo altrove perché verremo premiati non per le nostre intenzioni ma  per i risultati concreti che avremo ottenuto.
Stiamo attenti anche all’atteggiamento del nostro prossimo. L’ipocrisia e la superbia hanno raggiunto ormai livelli disgustosi e anche chi si dimostra aperto ad ascoltarci, può in cuor suo snobbarci perché legato a presunzioni, non sempre espressamente manifeste, che gli fanno credere di saperne più di noi.
D’altronde non è difficile smascherare queste persone. Di solito non sono propositive e alla fine non accettano nessun spunto di riflessione se non in forma polemica. EVITIAMOLE!
Siamo circondati da tantissima brava gente che ha bisogno di sentire la buona novella. Le riconoscerete perché non cercheranno di sovrastarvi con i propri disagi personali pensando che siano più drammatici dei vostri ma saranno sempre entusiaste di stare con voi e lo dimostreranno con i fatti e non solo con le parole. E’ con questi fratelli che dovrete creare un nuovo mondo dove gli insegnamenti di Gesù verranno accettati nella loro semplicità e messi finalmente in pratica.

Alla prossima settimana.

Franco

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