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Pasqua di Resurrezione

Finalmente è arrivata la Pasqua di nostro Signore.
Tutte le chiacchiere sono svanite, tutto il gossip fatto nei giorni precedenti si è sciolto come neve al sole, c’è chi si pente (l'attuale cristiano convinto), chi prende atto della realtà riconoscendo tardivamente Gesù come Figlio di Dio (l'attuale cristiano comune) e c’è chi pensa che i terremoti, i tuoni e i fulmini fossero eventi naturali che si sarebbero manifestati indipendentemente dalla morte di Cristo sulla croce (classico ateo)

A parte queste situazioni, che sono molto attuali, quello che avviene dopo la resurrezione è uno dei rari casi in cui il nostro stato d’animo non si allinea con quello di chi ha vissuto il momento reale dell’avvenimento.

Per noi è un giorno di festa, suonano le campane e festeggiamo con canti e inni la rinascita di Gesù, ma 2000 anni fa, non penso che le cose fossero così chiare.
Si nota un chiaro sgomento tra chi arriva al sepolcro e non penso che sia stato così chiaro fin da subito quello che era successo e, soprattutto, quello che ciò rappresentava.

Forse è con questo spirito che dovremmo vivere la Pasqua. Lasciamo perdere i pranzi luculliani e le gite fuori porta per visitare qualche città d’arte che non hanno niente a che fare con questo momento storico e meditiamo su quello che è successo.
Pensiamo se noi, ai tempi di Gesù, trovandoci nella situazione di quella gente, saremmo stati tra quelli che avrebbero votato per la Sua morte oppure per la Sua assoluzione e, soprattutto, se avremmo creduto senza indugio e di buon grado alla Sua resurrezione trovando il sepolcro aperto tanto da andare a festeggiare subito in qualche taverna locale.

Con il senno di poi, è facile stare dalla parte di Cristo, ma a quel tempo, come l’avremmo pensata?

Non diamo neanche per scontato di essere così convinti di quello che è successo solo perché ci sembra la cosa più ragionevole alla luce del racconto del Vangelo. Dovremmo esserne certi anche senza aver saputo della morte e resurrezione di Cristo (argomento che verrà ripreso più avanti da Tommaso) e se scopriamo che non è proprio così, dovremmo farci un serio esame di coscienza per trovare cosa ci fa nascere queste perplessità.
Se non li eliminiamo definitivamente, questi dubbi continueranno a infastidire la nostra mente impedendo di renderci conto di cosa vuol dire effettivamente avere Fede in Dio.

In realtà, tutto il mio sito (Religione Universale) è stato ispirato per dare un senso concreto alla Fede e quindi, nel caso non lo aveste fatto, vi invito a leggere i pochi ma intensi capitoli principali.

Gustiamoci allora l’avvenimento odierno con semplicità cogliendo questo messaggio: ogni tanto fermiamoci e stupiamoci della grandezza di ciò che si manifesta intorno e non diamo per scontato che tutto quello che succede deve per forza appartenere al nostro bagaglio di conoscenze. Se percepiamo qualcosa di nuovo che ci apre la mente su nuove realtà, non ignoriamolo solo perché non fa parte della prassi comune. La Pasqua infatti è l’epilogo della straordinaria vita terrena del Figlio di Dio e avviene con modalità che nessuno si sarebbe mai immaginato.

Approfittiamo di questo momento per meditare perché tra qualche giorno ricominceremo a lavorare intensamente con i prossimi episodi del Vangelo e avremo bisogno di avere le idee chiare sul messaggio di Gesù per poter portare avanti il lavoro che Dio nostro Padre ci chiede di fare per meritarci la Sua grazia e la Sua generosità.

A domenica prossima.

Franco

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