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6° Domenica di Pasqua

Gesù continua la preparazione spirituale dei discepoli sapendo che tra poco li lascerà con il corpo ma non, fortunatamente, con lo spirito e lo fa aggiungendo un comandamento apparentemente semplice ma difficilissimo da attuare: amare Dio in maniera incondizionata e amare il prossimo in egual misura. Sembra impossibile da rispettare ma se così fosse, probabilmente Gesù non lo avrebbe proposto.

Bisogna interpretarlo tenendo conto che non è possibile attenersi a questa regola senza un’adeguata preparazione. Non posso pensare di inerpicarmi per gli impegnativi sentieri in salita di una montagna senza allenamento, altrimenti rischierei solo di farmi del male.
Anche qui c’è quindi un richiamo agli insegnamenti che Lui ci ha donato nel tempo e che non possiamo pensare di acquisire in un momento. Sarebbe come chiedere ad uno studente di condensare in un attimo un percorso di studio che dura qualche anno per avere subito la laurea in mano!

E’ opportuno ricordare che l’amore invocato da Gesù non è quello sentimentale che noi conosciamo. Già in occasione della resurrezione di Lazzaro ho evidenziato che si tratta di un amore impersonale che è spiegato abbastanza chiaramente in questo messaggio.
Per capire meglio questo concetto, però, devo un attimo addentrarmi in un argomento che purtroppo non viene mai trattato seriamente dalla chiesa, se non in termini “fiabeschi” come nella trasfigurazione di Gesù.
Noi viviamo nella terza dimensione che è una realtà in cui consideriamo attendibile solo ciò che vediamo e tocchiamo e soprattutto è definito da teorie e studi scientifici. Purtroppo questo “stato di pensiero” non ci permette di allargare la mente e spesso non riesce a farci trovare risposte logiche ai nostri dubbi spirituali. Tutto il sito religioneuniversale.info è imperniato sul chiarimento questo concetto e, come sempre, consiglio a chi non lo avesse già fatto di andarsi a leggere i pochi capitoli principali partendo dall’introduzione per chiarirsi meglio le idee.

Detto questo, esiste un amore che appartiene alle dimensioni superiori che non si manifesta in maniera tradizionale e non è la voglia di abbracciare fisicamente il mio prossimo. E’ un amore che è percezione dello stato d’animo di una persona e si può manifestare anche solamente con la tacita ma convinta accettazione e condivisione della sua condizione che magari potrebbe infastidirci ma che per lui è inevitabile.
Potrebbe essere anche un semplice pensiero di misericordia con il quale, se ne fossimo veramente convinti, rilasceremmo un’energia che contribuirebbe a mitigare le sofferenze del nostro prossimo, e questo va al di là dello spazio fisico, visto che è una condizione di quarta dimensione dove appunto i limiti di spazio e tempo non esistono più. Questa è ”l’energia Amore” di cui parla Gesù nel Suo comandamento e che dobbiamo fare nostra.
Pensiamo ai profughi di terre dove le guerre imperversano e compiono gesti eroici per salvare se stessi e i propri cari. Noi li condanniamo perchè inquinano il nostro benessere, ma se fossimo noi al loro posto magari con i nostri figli piccoli, come ci sentiremmo se fossimo trattati come animali? In fin dei conti, la stessa sorte avrebbe potuto toccare anche a noi se fossimo nati nei loro paesi.

Non dico che sia facile, anzi, è molto difficile anche per me che ne sto parlando entrare in questo modo di vedere le cose, ma è questo che ci chiede Gesù. Non serve l’elemosina spicciola o l’abbraccio come pubblica espressione della propria formale apertura al prossimo. La vera carità è strettamente privata e non ha bisogno di gesti plateali. Nel Vangelo troviamo spesso questo richiamo.

Il messaggio di oggi quindi è di sforzarci di vedere le cose in questo modo e, dal momento che probabilmente per molti sarà una grossa novità, fidatevi completamente del vostro Angelo Custode che vi aiuterà in questa missione guidandovi attraverso il vostro istinto.
Non importa se non riusciremo a diventare dei missionari pronti ad accogliere le miserie del prossimo con il sorriso sulle labbra. Non è questo il nostro compito. Sarebbe già un ottimo risultato se riuscissimo a divulgare questo concetto a chi ci sta vicino senza vergogna e con convinzione. E’ possibile che mettiamo dei semi che altri, grazie al nostro incoraggiamento, potrebbero far fruttare meglio di noi.
Se invece resteremo legati al consueto modo di pensare, l’amore predicato da Gesù anche questa volta resterà un atteggiamento che non potremo mai assumere e quindi ci macchieremo di una mancanza che nessuna confessione potrà mai assolvere.

Alla prossima domenica.

Franco

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