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Pentecoste

Anche questa domenica ci viene dispensata un’ulteriore “perla” di saggezza che si unisce a quelle delle domeniche precedenti. Qualcuno dirà: “ma ancora una volta Gesù raccomanda le stesse cose ai discepoli. Ma allora li crede proprio dei zucconi !
In effetti, il messaggio sembra essere sempre quello e cioè “andate e predicate il Vangelo”, ma stavolta c’è qualcosa che potrebbe risultare inquietante e, forse, di incitamento ad una missione che non vuol essere remissiva come magari finora si può aver inteso.
La frase “a coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati” sembra un pò stridere con i principi di buonismo che spesso vengono pretesi da chi vive una completa e coerente spiritualità cristiana.
D’altronde, il concetto è molto chiaro e indiscutibile: non si può educare dei figli dando loro sempre ragione anche in caso di atteggiamenti sbagliati e a volte magari immorali, perdonandoli nel nome di consuetudini modaiole che, per comodità, noi adulti accettiamo senza riserve.
Perdonare delle colpe non è per forza scontato e mi fa sorridere l’atteggiamento di quei confessori che in nome di Dio assolvono crimini indicibili, tanto la confessione assolve tutto, quasi come fosse un condono fiscale.
Nel mio sito, dove si parla della reincarnazione, è chiaramente spiegato che non esiste un'assoluzione per chi compie azioni che ledono irrimediabilmente la vita delle anime che Dio ha incarnato sulla terra, a meno che questi peccatori non riprendano dall’inizio il loro cammino evolutivo come dovessero ripetere una classe perchè bocciati in sede di esame.

Detto questo, torniamo al fatto più importante di oggi e cioè la Pentecoste. Il significato di questa parola in origine era diverso da quello che gli attribuiamo ma per noi rappresenta la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli e su questo vogliamo concentrarci.
In effetti, abbiamo visto che l’essere umano, per quanto ben addestrato, è molto debole psicologicamente e, soprattutto, spiritualmente. L’ha ben capito Gesù fin dai tempi della Sua passione dove spesso venne rinnegato da chi aveva giurato di seguirlo ad ogni costo.
Dobbiamo fare nostra questa condizione e se erano deboli gli apostoli nonostante gli esempi e gli insegnamenti che avevano ricevuto, immaginiamoci noi che viviamo immersi in una realtà dove spesso incontriamo Gesù molto svogliatamente e, per molti, solo nelle feste comandate di Natale e Pasqua.
Non entro nel merito di chi è la colpa di questa situazione perché ho già affrontato l’argomento qualche domenica fa, però è fuori discussione che se non avremo l’umiltà di accettare qualche aiuto esterno, difficilmente riusciremo a combinare qualcosa di buono, non solo per il prossimo ma soprattutto per la nostra anima.
Certo, nessuno si preoccupa di curare qualcosa che non vede e non sente fisicamente come l’anima. Purtroppo fa parte della natura umana preoccuparsi di un malessere solo quando se ne percepisce il dolore. Pensiamo ad un fumatore che smette fumare quando la sua salute è, spesso irrimediabilmente, danneggiata.
Allora qualcuno dirà: “ma come faccio ad assorbire lo Spirito Santo, come posso procurarmelo ??
Magari si può sorridere per questa affermazione, ma quanti cercano di acquisire la grazia divina “comprandola” con rituali materiali (messe, rosari o  altro), magari assecondati da qualche sacerdote che ci specula sopra per il bene delle finanze della sua parrocchia.
Cari signori, lo Spirito Santo è sempre attorno a noi e possiamo assorbirlo quando vogliamo. Perchè ciò avvenga è necessario che ci liberiamo dal velo di ipocrisia che ci avvolge a più strati e dedichiamo del tempo ad una personale meditazione rivolta principalmente a ringraziare SINCERAMENTE Dio e tutti i suoi Assistenti per l’aiuto che ci offrono ogni giorno. Il premio che riceveremo sarà lo Spirito Santo.
Invece, è’ molto triste per me vedere il sarcasmo e il compatimento che a volte riscontro nei confronti di chi sponsorizza la presenza del nostro Angelo Custode, instancabile collaboratore che ci viene assegnato nel momento della nostra incarnazione terrena. E’ fondamentale in queste situazioni di disagio non abbatterci e quindi dobbiamo adattare al nostro caso l’espressione di Gesù che permette di non perdonare i peccati a chi non viene reputato degno dell’assoluzione. Noi non abbiamo questa prerogativa ma possiamo accogliere chi condivide le nostre convinzioni spirituali e non curarci e soprattutto non giustificare chi ci deride pensando che possa avere dei punti di vista migliori dei nostri.
Penserà Dio ad “educare” questi scettici nella maniera che riterrà più opportuna e che potrebbe essere molto diversa da quello che loro si aspettano!

Buona domenica.

Franco

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