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Santissima Trinità

Passata la Pentecoste, inizia un percorso liturgico più tranquillo che si manterrà tale ancora per qualche domenica. Approfittiamone quindi per approfondire concetti che magari avevamo un pò trascurato presi dal vortice degli eventi straordinari appena successi (Pasqua, Ascensione, Pentecoste).

Questa domenica Gesù sottolinea il fatto che Dio Suo Padre non ha nessun motivo di condannare il mondo ma, anzi, vuole salvarlo dal degrado.
E' una frase ovvia: Dio ha creato per noi una perla nell'universo, che è appunto la nostra Terra. E’ logico che stia cercando in tutti i modi di conservarla nel suo splendore originale in quanto ne è profondamente orgoglioso, e per fare questo deve farci capire qual’è il modo migliore per gestirla, che non vuol dire concentrarci solo su problematiche attuali come i divorzi, la pedofilia, l’inquinamento e cose simili.
In realtà questi sono problemi secondari che troverebbero una loro naturale soluzione se ne risolvessimo uno ben più importante e che non è affatto materiale e quindi riscontrabile dai nostri sensi. D'altronde, se il messaggio è stato mandato a popoli che esistevano migliaia di anni fa vuol dire che non riguarda situazioni per noi attuali ma che a quei tempi non erano nemmeno ipotizzabili !

Il vero problema è la nostra testardaggine nel voler ignorare i dieci comandamenti e cercare invece di crearne di nuovi che soddisfino le nostre personali necessità, anche a costo di stravolgerne completamente il contenuto.
Senza arrivare all’esasperazione di qualche esorcista di chiara fama che vede presenze diaboliche in quasi ogni atteggiamento di noi cristiani, e molto spesso ha ragione, è certo che il diavolo continua a lavorare sui nostri punti deboli ed uno di questi è appunto la voglia di crearci regole personalizzate e socialmente gradevoli che mettano in pace la nostra coscienza anche se ci allontaniamo dal percorso indicatoci da Gesù.
Credere e fidarsi di Dio vuol dire accettare gli insegnamenti elaborati da una mente la cui saggezza è incontestabile e garantita. Il fatto di ignorarli, quindi, pesa solo su noi stessi che rischiamo di misurare con il metro sbagliato problemi apparentemente importantissimi ma di fatto solamente urgenti e niente più. La conferma di questo è nella frase “Chi crede in Lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio”.
In parole più semplici, si potrebbe dire che credere e fidarsi di Lui vuol dire avere sempre la soluzione migliore a qualsiasi problema che ci arriverà sicuramente al posto giusto nel momento giusto (vedi l’esempio di San Francesco).
Non fidarsi di Lui vuol dire essere condannati ad una vità problematica, piena di dubbi e di sconforti per delusioni dovute a decisioni sbagliate prese in ottemperanza a regole modaiole che nulla hanno a che fare con gli insegnamenti che Lui ci ha fatto pervenire grazie anche all’opera di Suo Figlio Gesù.

Nessuno ci obbliga ad accettare gli insegnamenti di Dio ma possiamo stare certi che, se non li seguiremo, è come se viaggiassimo su un'autostrada apparentemente lineare e veloce ma che terminerà con una voragine in cui, se non freneremo in tempo, cascheremo dentro con conseguenze facilmente immaginabili.
Non preoccupiamoci comunque se stiamo ancora viaggiando su questa belissima strada: non è detto che lo strapiombo, rappresentato dalla nostra morte fisica, sia a pochi passi. E' opportuno però che cominciamo ad organizzarci, nel caso non lo avessimo già fatto, cercando un percorso alternativo per evitare brutte sorprese che potrebbero capitarci quando meno ce lo aspettiamo e che potrebbero costarci molto care nella nostra prossima vita eterna.
Non dobbiamo dimenticarci che Dio si è fatto in tre per aiutarci in questa conversione:

  1. lo fa con la Sua presenza spirituale che ci accompagna dalla notte dei tempi
  2. lo ha fatto mandando Suo Figlio Gesù per dare un esempio tangibile di questa Sua presenza e soprattutto per passarci dei messaggi chiari che tutti possiamo comprendere
  3. lo fa infine dispensando la sua Energia Divina (lo Spirito Santo) che è il carburante necessario per attuare questa conversione e di cui abbiamo parlato domenica scorsa.

Tutto questo, appunto,  è la "Santissima Trinità".

Buona domenica.

Franco

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