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Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

Il Vangelo di questa domenica è alquanto insolito ed è causa di sgomento per i Giudei che non riescono a capire il significato di queste parole di Gesù:
"In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda"

Mangiare il corpo di Gesù? Bere il suo sangue?? Ma che razza di discorsi sono ???
Penso che ognuno di noi abbia avuto le medesime perplessità di fronte a queste frasi e il fatto che spesso non ne venga data una chiara interpretazione probabilmente è una delle motivazioni che rinvigorisce i sostenitori della stupidità della nostra dottrina.
Effettivamente, se prendiamo il discorso così com’è, non è semplice darne una spiegazione ragionevole, quindi cercherò di farlo confidando sull’aiuto del mio amico Angelo Custode.

Torniamo un pò indietro e consideriamo il gesto del sacerdote all'offertorio che innalza le mani e quindi le riabbassa. Se ci pensiamo, rappresenta il gesto di chi ha preso Gesù dalla croce e l'ha deposto a terra e, per fare questo, si è sicuramente bagnato con il sangue che era uscito copioso dal suo corpo per via delle ferite ricevute.
Magari il segno della comunione e del calice di vino non è proprio perfetto per ricordare questa situazione, ma è un buon modo per farlo in maniera simbolica: la particola rappresenta Gesù e il calice di vino rappresenta il Suo sangue.

Immaginiamo ora una scena dei nostri giorni. Se in un incidente trovassimo una persona ferita, magari una persona importante, aiutarla sarebbe cosa buona e giusta ma potrebbe essere anche un’ipocrisia se lo facessimo solo per affrancarci la sua stima per curare i nostri interessi personali.
Oltretutto bagnarsi le mani con il suo sangue non sarebbe tanto spontaneo perché potremmo essere contagiati da qualche malattia, specialmente nel caso che la vittima sia un barbone o un drogato.
Già qualche tempo fa Gesù ci ha dimostrato il Suo grande amore toccando coraggiosamente un lebbroso e questo forse può essere il completamento del messaggio odierno. Ma andiamo per ordine.

Calare Gesù dalla croce, cioè mangiare il pane consacrato dal sacerdote con il gesto delle mani alzate all’offertorio, vuol dire compiere un’azione pietosa e di profondo rispetto verso qualcuno che ha subito torture inimmaginabili. Sporcarsi del Suo sangue, cioè bere dal calice di vino,  vuol dire affrontare i rischi che questo può comportare, come nel caso del lebbroso. Quindi è come dichiarare la propria disponibilità ad aiutare Gesù continuando la Sua opera di conversione degli uomini affrontando tutti i rischi che questo può comportare

Accostarsi all’eucarestia vuol dire manifestare un gesto di pietà verso di Lui convinti che questo nostro aiuto verrà ricompensato da Dio Suo Padre come noi ricompenseremmo una qualsiasi persona che aiutasse nostro figlio nel momento di bisogno. Naturalmente dobbiamo farlo in maniera disinteressata, cioè non per ingraziarci Dio e avere i Suoi favori ma per dimostrare la nostra disponibilità a proseguire l’opera terrena di Cristo rivolta a divulgare il Suo messaggio di sollievo a chi non trova pace interiore perché ossessionato da influenze negative che gli impediscono di capire quali sono i veri valori che contano nella sua esistenza.

Questo è il succo della festa odierna: aiutiamo Gesù a far sì che la Sua morte non sia stata vana e diventiamo suoi collaboratori accettando con la Comunione il compito che ci affida. Non sarà semplice ma, se sapremo dosare il nostro impegno senza strafare e soprattutto senza ipocrisia, Dio lo apprezzerà e premierà quel poco o tanto che saremo in grado di fare.

Naturalmente, se non faremo niente di tutto questo e continueremo ad accostarci alla comunione con disinteresse e superficialità, potremo vivere bene lo stesso ma non illudiamoci di godere della misericordia divina quando sarà il momento di abbandonare questo mondo materiale per ritornare in quello spirituale.

Buona domenica.

Franco

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